Vive la liberté!

Contro il tutti in piazza per l’Europa


In piazza per l’Europa? Alla chiamata in piazza di Michele Serra per l’Europa rispondono i tanti progressisti benestanti o di ceto medio, lettori di Repubblica, colti e socialmente sensibili. I loro commenti partecipati sono encomiabili. Nessun retro-pensiero, nessun dubbio, dobbiamo difendere la democrazia, i nostri valori.

Nel mentre, però, Ursula VdL, al termine della riunione di Lancaster sulla sicurezza in Europa afferma: “dobbiamo urgentemente riarmare l’Europa”. La Commissione Europea proporrà un piano in tal senso al Consiglio europeo del 6 marzo, perché “dobbiamo davvero fare un passo avanti massiccio“. “È ora estremamente importante aumentare gli investimenti nella difesa per un periodo di tempo prolungato. È per la sicurezza dell’Unione Europea e dobbiamo, nell’ambiente geostrategico in cui viviamo, prepararci al peggio e quindi rafforzare le difese”. Ed è dunque questa l’Europa per cui scendere in piazza?

Alla domanda su quale fosse il suo messaggio per gli Stati Uniti, VdL risponde che “siamo pronti, insieme a voi, a difendere la democrazia e il principio dello stato di diritto, che non si può invadere e fare il prepotente con il proprio vicino o che non si possono cambiare i confini con la forza”.

La democrazia! Lo stato di diritto! Se ne fossero ricordati a proposito di Israele, o quando gli Stati Uniti hanno invaso l’Afghanistan, l’Iraq o la Libia, senza neppure un mandato dell’ONU…

Perché, certo, ora è la Russia il nostro nemico, pronta a invaderci! E Trump, che con Putin si accorda, non è forse il presidente del nostro principale alleato? Lui che della democrazia sta ora facendo scempio?

Luca Bottura, in un post su Facebook, afferma: “Le interessanti analisi “da sinistra” sul perché l’Europa non dovrebbe armarsi – dunque non dipendere da questi USA, in mano a due psicopatici malvagi – si basa sul pacifismo. Anche io sono pacifista. Però mi rendo anche conto che siamo il vaso di coccio tra Washington e Mosca. Qual è la soluzione che ci permetta di evitare un nuovo patto di Varsavia, senza nemmeno un ideale di copertura, che sommi l’imperialismo russo a quello americano? Perché sennò è pacifismo da Miss Italia, e sono troppo brutto per partecipare”.

il post di Bottura ben illustra un certo modo di ragionare comune a certi progressisti.

1. Ma come, se viene meno la protezione USA, non ci dobbiamo armare? Per difenderci da chi, aggiungo io? Se l’Europa mettesse in atto una politica di distensione e pace, non ce ne sarebbe bisogno. Ah certo, la Russia è un nemico. Ma non ci facevamo affari?

2. Gli Stati Uniti hanno speso in armamenti nel 2023 (ultimo dato) 916 miliardi di dollari. I paesi europei tutti insieme ne hanno spesi 344,7. La Russia 109,5 ed era in guerra. C’è dunque bisogno di armarci ancora di più?!?

Trump, poi, è davvero cattivo, ha “trattato male” il “povero Zelensky. Come ricorda Maurizio Ricciardi sul manifesto, “se guardiamo alla lunga lista di capi di stato e di governo, di intellettuali e di opinionisti che si sono indignati per il trattamento ricevuto da Zelensky, si fatica a trovarne qualcuno che abbia espresso sentimenti simili mentre Israele faceva a pezzi regole e principi massacrando donne e bambini in Palestina. Gli inviti a «scendere in piazza» in difesa dei «nostri valori» stridono in modo insopportabile dopo Gaza”.

Scendiamo dunque in piazza in difesa dei nostri valori! Ma quali valori, quale Europa? L’unica bandiera che possiamo e dobbiamo portare in piazza oggi è quella della pace, non quella dell’Europa. Perché non è certo questa l’Europa che avrebbe voluto Altiero Spinelli. L’Europa per cui scendere in piazza è quella sociale, della pace. L’Europa che poteva essere e non è stata.

Ma chi è, oggi, il mio nemico?

“Al momento di marciare
molti non sanno
che alla loro testa marcia il nemico.
La voce che li comanda
è la voce del loro nemico.
E chi parla del nemico
è lui stesso il nemico.”

Bertolt Brecht


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